• GRANDE NOVITÀ - Gruppi social vai quì
  • Album fotografici - crea il tuo album vai quì

Avventura interattiva

Entallion

Lettore
Caline da un'occhiata veloce ai bauli e ai lucchetti, decidendo che non è pane per i suoi denti. Volge la sua attenzione alla libreria, e comincia a leggere alcuni tomi. Incuriosita dalle preziose costine in pelle marrone e fregi dorati, preleva dallo scaffale una serie di volumi intitolati "Miti e storia di Faerun". Apre la copertina e passa amorevolmente le dita sulla pergamena scricchiolante, girando con delicatezza le pagine. Senza nemmeno accorgersene, si avvicina al tavolo, trascina una delle sedie accanto alla libreria e vi si accomoda. Accavalle le gambe, la destra sopra la sinistra, poggia su di esse il tomo e inizia a leggerlo: Storia di Faerun Volume I: Le origini
"Faerûn è una terra antica, ricca d’imperi perduti e meraviglie. Una dopo l’altra le grandi razze dei tempi antichi sorsero e caddero, cedendo il passo al Tempo degli Umani. La differenza che esiste tra mitologia, religione e storia è chiara ai più, tuttavia alcune leggende risultano comuni in cosi tante credi Faerúniani, da essere introdotte, al pari di accadimenti storici, nella storiografia del continente.
La storia di Faerûn inizia quando Lord Ao crea l’universo; in seguito alla creazione v’è un periodo di tempo del quale è tramandato ben poco, si ritiene solo che il tutto fosse ridotto ad un reame nebuloso costituito di ombre che esistevano prima che la luce e la tenebra fossero separate. Questa essenza d’ombra prese la forma di due splendide dee gemelle, l’una opposta all’altra: la prima fatta di luce, la seconda di oscurità. Le due divinità crearono i corpi celesti e infusero vita in Chauntea, l’incarnazione del mondo di Toril. Toril fu investito dalla fredda luce della dea Selùne e oscurato dal materno abbraccio della dea Shar, ancora non esisteva nessun calore a scaldarlo.
"
Il tempo sembra essersi fermato, e niente di quello che avviene nella stanza sembra interessarle, al punto che procede alla lettura del secondo volume, dal titolo La guerra della Luce e della Tenebra:
"Chauntea supplicò di essere riscaldata, in modo da poter generare la vita e le creature viventi sul suo corpo materiale, ma le due divinità non trovarono accordo su come accontentarla. Ne scaturì un conflitto divino dal quale nacquero le divinità della guerra, della malattia, dell’omicidio e della morte. Selùne raggiunse il piano del fuoco, colse qui una fiamma pura per accendere uno dei corpi celesti in modo che Chauntea potesse essere scaldata. Shar s’infuriò e tentò di spegnere tutte le luci e tutto il calore dell’universo. Disperata e gravemente indebolita, Selùne strappò l’essenza stessa della magia dal proprio corpo e la lanciò verso la sorella, trapassando la forma di Shar ed estirpandole un’energia similare: la combinazione dell’energia magica delle due dee generò Mystryl, la dea della magia.
Composta di magia luminosa e oscura, Mystryl riportò l’equilibrio nella battaglia e stabili una precaria tregua tra le due sorelle. Shar, ancora potente, rimase a covare amareggiata e solitaria nell’oscurità, tramando vendetta. La rivalità tra le due sorelle prosegue ancora oggi.
"
Caline è persa tra le righe di inchiostro sbiadito, che scorrono rapide sotto le sue dite. Non si rende nemmeno conto di aprire anche il terzo volume, che reca impresso in caratteri dorati Le Razze Creatrici e i Nuovi Arrivati:
"Mentre le divinità si davano battaglia, molti esseri intelligenti nacquero su Toril. Gli studiosi moderni le chiamano le razze creatrici. Tra le razze creatrici spiccavano i draghi, creature così potenti da non temere rivali; solo quando le razze inferiori impararono a padroneggiare la magia, il loro dominio fu messo in discussione.
I possenti giganti eressero grandi regni e diedero battaglia ai draghi stessi, anche se la loro civiltà non crebbe mai abbastanza da poter essere enumerata tra le razze creatrici. I goblinoidi migrarono su Toril a piccole ondate. Le creature non umanoidi come i beholder, i wemic e i centauri fissarono da soli i confini dei loro territori, mentre i pegasi e le creature alate come gli aarakocra popolarono i cieli mentre i draghi erano addormentati. Tra i nuovi arrivati, furono gli elfi e i nani a dimostrarsi i più intraprendenti. Gli gnomi, una razza assai amichevole, agirono da intermediari tra le nazioni elfiche e quelle naniche, trasportando e commerciando le merci più rare e le armi più esotiche in cambio di magia e sapienza. Durante questo periodo i regni degli umanoidi più benevoli svilupparono una struttura sociale composta di clan, casati o famiglie.
"
Sembra intenzionata a divorare tutti gli undici corposi volumi, come se da questo dipendesse la propria vita.


Vuoi andare avanti a leggere anche gli altri volumi? O vuoi fare altro?
 
Ultima modifica:

Entallion

Lettore
Kelly si appropinqua ai grossi bauli posizionati lungo la parete nord.
Nota distrattamente Caline, che ha osservato in modo sommario questo "tesoro" prima di dirigersi alla libreria.
Sfregandosi le mani senza nemmeno rendersene conto, si inginocchia davanti al primo baule, con un sorriso di puro piacere stampato sul volto.
La cassa è lunga circa due braccia, larga uno e altrettanto profonda. Non si tratta del solito baule, ma di un'opera realizzata da un maestro fabbro. Interamente in metallo brunito, un materiale che non riesce a riconoscere, è finemente cesellato con motivi floreali. Fiori di molti generi, piante e insetti che volano attorno ad esse sono rappresentati in modo superbo, al punto di sembrare vivi e reali. Se non fosse sicura di trovarsi in una stanza all'interno di un castello, giurerebbe di sentire il profumo dei fiori, l'alito di una dolce brezza primaverile e il ronzio degli insetti. Al centro della scena campeggia un maestoso albero, che si eleva nettamente al di sopra della vegetazione.
Il lucchetto che tiene unite le due parti è dello stesso strano metallo del baule, e rappresenta una margherita. La parte centrale del fiore è posta in rilievo rispetto ai fiori di un dito, e presenta una tacca sulla sua superficie. La tacca non è dovuta a urti o usura, ma è stata deliberatamente incisa da una mano forte e precisa.
Poi Kelly passa al secondo forziere. Identico per materiale e dimensioni, presenta elementi diversi.
Parte delle decorazioni sono identiche al baule precedente, ma al posto di fiori e piante che proliferano indisturbati, al centro c'è una radura sgombra. Al centro della radura si trova un tavolo da lavoro sul quale sono appoggiati diversi arnesi da lavoro: martello, sega, pialla, scalpelli, sgorbie, compasso, squadre, righe, accetta.
Alcune tavole di legno sono già state preparate e sono accuratamente disposte al fianco del tavolo. Leggermente scostati dal banco di lavoro, un uomo con un grembiule di cuoio parla con un'altra figura che indossa un'armatura. L'elmo è tenuto sottobraccio, mentre dalla cintura pende una mazza. Abbandonato a terra un ampio scudo separa i piedi delle due persone ritratte.
Il cavaliere indica un punto al fianco della radura con il braccio teso e il dito sollevato.
Anche questo baule è protetto da un massiccio lucchetto, che rappresenta un compasso, una squadra e un martello uniti al centro da un tondo con scanalatura identico a quello presente sull'altro baule.
Kelly ha quasi l'impressione di sentire l'odore del legno appena tagliato, il tonfo del martello sul cuneo per spaccare i ciocchi, il raschiare della sega e il soffio della pialla che elimina le imperfezioni. Ma le sembra anche di percepire altro... un sommesso brontolio. Lontano e distante.
Sempre persa nei suoi pensieri, la ragazza scivola verso il terzo baule, anch'esso uguale si precedenti tranne che per le incisioni. Qui la radura è molto più ampia, il banco di lavoro è spostato verso la sinistra della rappresentazione ed è molto più piccolo, mentre il centro è dominato da un'imponente impalcatura di quello che sembra essere lo scheletro di un castello. Numerosi uomini si affannano attorno e sopra alla struttura in legno. Carpentieri, falegnami, facchini, cordai e fabbri. Tutti affaccendati per soddisfare le esigenze del cavaliere, che da le spalle allo spettatore, i pugni sui fianchi, lo sguardo fisso su quello che gli uomini stanno costruendo. L'armatura è scomparsa, così come lo scudo. Solo la mazza penzola ancora dalla cintura.
Kelly sembra sentire le grida dei lavoratori, gli sbuffi della fatica, l'odore acre del sudore. Non sa come, ma è certa che la scena sia meno luminosa rispetto alle precedenti. E il brontolio ora è più vicino, come un temporale che sta per arrivare.
Il lucchetto che serra il forziere rappresenta una cazzuola, un mattone e una verga di metallo, sovrastati dall'ormai noto tondo con scanalatura.
Infine il quarto baule, anch'esso identico agli altri. Di fiori e piante non c'è più traccia. La radura è scomparsa per lasciare spazio ad una massiccia rocca, che ha fagocitato tutta la scena. Si vedono quattro torri circolari incise agli angoli, una porta a doppio battente che da accesso a numerose stanze. La cesellatura rende merito a spessi tappeti, tavole riccamente imbandite, camerieri che si affrettano e nobili che poltriscono, cuochi impegnati a cucinare selvaggina, commercianti volti ad elogiare le proprie mercanzie al signore del castello. Questi, seduto su di un'ampia sedia dall'alto schienale, contempla soddisfatto ciò che lo circonda. La pancia gonfia e larga non permette di indossare una corazza, appuntata su di un palo alla destra del cavaliere. Lo scudo è adagiato ai piedi della sedia, mentre la mazza è appesa sopra di essa.
Kelly percepisce l'odore di montone arrosto, la fragranza del pane appena sfornato, il chiacchiericcio insulso delle cortigiane, i bisbigli bramosi dei cavalieri, le dolci menzogne dei mercanti.
All'interno della rocca la luce del sole non giunge, solo quella fumosa delle torce rischiara l'ambiente.
Il temporale è arrivato, ed il tuono romba in modo fragoroso riscuotendo la ragazza dai suoi pensieri.
Il lucchetto è formato da una mazza, un elmo e uno scudo uniti dal cerchio in rilievo con la scanalatura.
Kelly fatica a focalizzare lo sguardo dopo il boato che sembra averlo riempito le orecchie, e quando riesce, nota che il pavimento presenta il segno di altri due bauli a fianco di quelli esistenti.


Cosa vuoi fare?
 

Entallion

Lettore
Earin sembra essere molto più pragmatica delle altre due ragazze, subendo meno lo strano fascino della stanza. Guarda distrattamente la libreria, un'occhiata curiosa ai forzieri, ai quali dedica nient'altro che l'alzata di un sopracciglio.
Poi vede il disegno che l'artista ha fatto sul pavimento.
Calore... fiamme... dolore... rabbia...
L'elfa è rapita dalla scena, che sembra animarsi sotto i suoi occhi. Scorge le fiamme guizzare tra gli alberi, sente l'odore del fumo, vede strisce di fumo nero e oleoso alzarsi verso un cielo plumbeo.
Un ruggito terrificante le fa piegare le ginocchia. Poi il silenzio. Un respiro. Lungo. Lento.
Un boato assordante seguito da uno schianto! Alberi divelti che volano come fuscelli, un immenso corpo squamoso si riversa dalla foresta. Zampe possenti come pilastri dotate di artigli grandi come cavalli coprono la distanza con incredibile velocità. Piccola, quasi invisibile davanti all'enorme drago una figura cerca di sfuggire al suo destino. Le piume dell'elmo si agitano furiose nell'aria rovente. Lo scudo sbatte contro le gambe ad ogni movimento, la mazza stretta nel pugno come un prolungamento del braccio.
L'uomo smette di correre. Si volta e affronta il giudice del suo fato. Il Drago inspira profondamente, gli occhi dorati con l'iride fissi sulla creatura che ha di fronte. Ancora silenzio. Il tempo sembra di nuovo fermarsi.
Le fiamme eruttano dalla bocca del mastodontico rettile ruggendo e attorcigliandosi, come a voler gareggiare su chi per prima colpirà l'insignificante uomo. Il cavaliere muove lo scudo davanti a sé. Si piega in avanti affondando i piedi nel terreno per reggere l'impatto devastante dell'alito della bestia.
Incredibilmente lo scudo regge... l'uomo non è carbonizzato. Il drago è furente e soffia di più. Il cuore della fiamma diventa azzurro, eppure quella minuscola, patetica creatura resiste. Lentamente il terreno stesso divampa, cielo e terra sono oscurati dal fumo che si alza.
Il fiume rovente si estingue. Il drago osserva la cortina nera che avvolge il suo bersaglio. L'unico suono che si eleva nell'aria è il crepitio della devastazione lasciata lungo il combattimento.
Improvvisamente, dalle volute spesse, dardeggiano raggi luminosi. Lentamente il fumo si disperde nell'aria. Orgogliosamente in piedi, il cavaliere sembra essere uscito illeso dall'inferno che lo ha colpito.
Il drago avanza, furente. Le scaglie scarlatte riflettono la luce delle fiamme tutt'intorno facendolo brillare in mille sfaccettature.
Ode una voce attraverso il ruggito.
"Assassino, pagherai per ciò che hai fatto"
L'elfa osserva il cavaliere, e lo vede in viso, ogni particolare, ogni ruga, ogni capello.
La voce viene dal drago!
Il cavaliere sogghigna, una luce cupa e infida brilla nei suoi occhi. Le piume del suo elmo danzano beffardamente nell'aria.
"Hai distrutto l'Antico Spirito dopo che hai giurato di assisterlo. Traditore!"
Il drago accelera la corsa verso l'uomo.
Sullo sfondo vedi pennacchi di fumo e fiamme levarsi da un albero che doveva essere maestoso.
Earin percepisce il dolore, l'agonia, la paura. Sente queste emozioni come se provenissero da lei. Ma vengono dal drago, dall'albero, dalla terra stessa.
Un lampo accecante interrompe il tormento della ragazza. Luce ovunque. E silenzio.
Il sole che è esploso lentamente riduce la sua luminosità. Il drago è scomparso, al suo posto solo cenere, così come cenere è tutto ciò che resta del bosco tutto intorno.
Il cavaliere ansima, piegato sulle ginocchia, pesantemente appoggiato allo scudo con un braccio mentre l'altro, tremante, regge la mazza.
Un'altra voce giunge alle orecchie di Earin, stavolta proveniente dall'uomo:
"Ho fatto la tua volontà. Ora dammi ciò che mi spetta. Il patto è sigillato"
Una risata echeggia nell'aria. Una risata maligna.
"Ben detto Cavaliere. Il patto è sigillato e avrai ciò che ti ho promesso, ciò che meriti..."
Improvvisamente Earin rabbrividisce. Sente gli occhi di qualcuno... o qualcosa, puntati su di sé, gli occhi della voce che ha parlato.
"Ma come è possibile? E' solo un dipinto sul pavimento!!!"
Con questo pensiero che le urla nella testa, si riscuote e torna a vedere nient'altro che piastrelle laccate.
Scossa e turbata dalla scena cui ha assistito ("sarà reale, oppure ho immaginato tutto?), Earin si muove verso il camino, cercando quanto più possibile di evitare di calpestare il disegno.
L'interno del focolare è pulito. Niente legna e tanto meno cenere. Guardando in alto, scorge in lontananza il pallido chiarore notturno del cielo rischiarato dalla luna piena.
Con l'elsa della spada colpisce i tre lati chiusi del camino. La parete di fondo risuona vuota.


Cosa fai?
 

Entallion

Lettore
Spero che la lunghezza di quanto scritto non sia troppa, e che non generi troppa confusione!
Aspetto le vostre decisioni, cui risponderò domani.
Buonanotte!
 

Elisa75

Lettore Importante
Spero che la lunghezza di quanto scritto non sia troppa, e che non generi troppa confusione!
Aspetto le vostre decisioni, cui risponderò domani.
Buonanotte!
Wow..... ma quale confusione.
Posso anche nn giocare più e continuare a leggereeeeee.
Hai intrecciato in modo impeccabile il tutto.
Complimentoni.

Al constatare che realmente dietro il fondo possa esserci un passaggio segreto, sento l adrenalina scaturirmi nelle membra e tasto con calma ogni singola fessura e pietra drl camino alka ricerca della "chiave" che mi permetta di oltrepassare il.passaggio.
 

Ilenia764

Lettore Importante
Kelly si appropinqua ai grossi bauli posizionati lungo la parete nord.
Nota distrattamente Caline, che ha osservato in modo sommario questo "tesoro" prima di dirigersi alla libreria.
Sfregandosi le mani senza nemmeno rendersene conto, si inginocchia davanti al primo baule, con un sorriso di puro piacere stampato sul volto.
La cassa è lunga circa due braccia, larga uno e altrettanto profonda. Non si tratta del solito baule, ma di un'opera realizzata da un maestro fabbro. Interamente in metallo brunito, un materiale che non riesce a riconoscere, è finemente cesellato con motivi floreali. Fiori di molti generi, piante e insetti che volano attorno ad esse sono rappresentati in modo superbo, al punto di sembrare vivi e reali. Se non fosse sicura di trovarsi in una stanza all'interno di un castello, giurerebbe di sentire il profumo dei fiori, l'alito di una dolce brezza primaverile e il ronzio degli insetti. Al centro della scena campeggia un maestoso albero, che si eleva nettamente al di sopra della vegetazione.
Il lucchetto che tiene unite le due parti è dello stesso strano metallo del baule, e rappresenta una margherita. La parte centrale del fiore è posta in rilievo rispetto ai fiori di un dito, e presenta una tacca sulla sua superficie. La tacca non è dovuta a urti o usura, ma è stata deliberatamente incisa da una mano forte e precisa.
Poi Kelly passa al secondo forziere. Identico per materiale e dimensioni, presenta elementi diversi.
Parte delle decorazioni sono identiche al baule precedente, ma al posto di fiori e piante che proliferano indisturbati, al centro c'è una radura sgombra. Al centro della radura si trova un tavolo da lavoro sul quale sono appoggiati diversi arnesi da lavoro: martello, sega, pialla, scalpelli, sgorbie, compasso, squadre, righe, accetta.
Alcune tavole di legno sono già state preparate e sono accuratamente disposte al fianco del tavolo. Leggermente scostati dal banco di lavoro, un uomo con un grembiule di cuoio parla con un'altra figura che indossa un'armatura. L'elmo è tenuto sottobraccio, mentre dalla cintura pende una mazza. Abbandonato a terra un ampio scudo separa i piedi delle due persone ritratte.
Il cavaliere indica un punto al fianco della radura con il braccio teso e il dito sollevato.
Anche questo baule è protetto da un massiccio lucchetto, che rappresenta un compasso, una squadra e un martello uniti al centro da un tondo con scanalatura identico a quello presente sull'altro baule.
Kelly ha quasi l'impressione di sentire l'odore del legno appena tagliato, il tonfo del martello sul cuneo per spaccare i ciocchi, il raschiare della sega e il soffio della pialla che elimina le imperfezioni. Ma le sembra anche di percepire altro... un sommesso brontolio. Lontano e distante.
Sempre persa nei suoi pensieri, la ragazza scivola verso il terzo baule, anch'esso uguale si precedenti tranne che per le incisioni. Qui la radura è molto più ampia, il banco di lavoro è spostato verso la sinistra della rappresentazione ed è molto più piccolo, mentre il centro è dominato da un'imponente impalcatura di quello che sembra essere lo scheletro di un castello. Numerosi uomini si affannano attorno e sopra alla struttura in legno. Carpentieri, falegnami, facchini, cordai e fabbri. Tutti affaccendati per soddisfare le esigenze del cavaliere, che da le spalle allo spettatore, i pugni sui fianchi, lo sguardo fisso su quello che gli uomini stanno costruendo. L'armatura è scomparsa, così come lo scudo. Solo la mazza penzola ancora dalla cintura.
Kelly sembra sentire le grida dei lavoratori, gli sbuffi della fatica, l'odore acre del sudore. Non sa come, ma è certa che la scena sia meno luminosa rispetto alle precedenti. E il brontolio ora è più vicino, come un temporale che sta per arrivare.
Il lucchetto che serra il forziere rappresenta una cazzuola, un mattone e una verga di metallo, sovrastati dall'ormai noto tondo con scanalatura.
Infine il quarto baule, anch'esso identico agli altri. Di fiori e piante non c'è più traccia. La radura è scomparsa per lasciare spazio ad una massiccia rocca, che ha fagocitato tutta la scena. Si vedono quattro torri circolari incise agli angoli, una porta a doppio battente che da accesso a numerose stanze. La cesellatura rende merito a spessi tappeti, tavole riccamente imbandite, camerieri che si affrettano e nobili che poltriscono, cuochi impegnati a cucinare selvaggina, commercianti volti ad elogiare le proprie mercanzie al signore del castello. Questi, seduto su di un'ampia sedia dall'alto schienale, contempla soddisfatto ciò che lo circonda. La pancia gonfia e larga non permette di indossare una corazza, appuntata su di un palo alla destra del cavaliere. Lo scudo è adagiato ai piedi della sedia, mentre la mazza è appesa sopra di essa.
Kelly percepisce l'odore di montone arrosto, la fragranza del pane appena sfornato, il chiacchiericcio insulso delle cortigiane, i bisbigli bramosi dei cavalieri, le dolci menzogne dei mercanti.
All'interno della rocca la luce del sole non giunge, solo quella fumosa delle torce rischiara l'ambiente.
Il temporale è arrivato, ed il tuono romba in modo fragoroso riscuotendo la ragazza dai suoi pensieri.
Il lucchetto è formato da una mazza, un elmo e uno scudo uniti dal cerchio in rilievo con la scanalatura.
Kelly fatica a focalizzare lo sguardo dopo il boato che sembra averlo riempito le orecchie, e quando riesce, nota che il pavimento presenta il segno di altri due bauli a fianco di quelli esistenti.


Cosa vuoi fare?
Dopo aver guardato affascinata i bauli percependo la loro essenza quasi viva, penso che tutti è quattro rappresentino lo stessa storia ma in tappe diverse.
Nonostante la strana sensazione decido che voglio aprirli e poi cercare di capire dove stanno i bauli scomparsi ma sopratutto sono curiosa di sapere quale altri immagini sono disegnate sopra..

Complimenti per la narrazione, bravissimo 😊
 

Chiara;)

Nuovo lettore
Mai lasciare a metà una storia. Continuo a leggere spinta dall'istinto, dalla curiosità e dalla magia proveniente dai libri stessi.

Non sono solo quei volumi a tenermi incollata, anche tu non sei da meno scrivi benissimo
 

Entallion

Lettore
Troppo gentili!
Stasera procedo con la storia. Saranno ancora tre voci distinte per ognuna di voi. Queste scene si svolgono in contemporanea e penso che gestirle così sia il modo più efficace.

Tranne Caline, che continua a leggere i tomi, Kelly e Earin devono fare nuovamente le stesse prove di ieri per vedere se riescono nel loro intento.
 

Elisa75

Lettore Importante
Troppo gentili!
Stasera procedo con la storia. Saranno ancora tre voci distinte per ognuna di voi. Queste scene si svolgono in contemporanea e penso che gestirle così sia il modo più efficace.

Tranne Caline, che continua a leggere i tomi, Kelly e Earin devono fare nuovamente le stesse prove di ieri per vedere se riescono nel loro intento.
Quindi giro i dadi 20 + 2 bonus.
Evvaijiiiii per una volta😁😁😁
 

Ilenia764

Lettore Importante
Troppo gentili!
Stasera procedo con la storia. Saranno ancora tre voci distinte per ognuna di voi. Queste scene si svolgono in contemporanea e penso che gestirle così sia il modo più efficace.

Tranne Caline, che continua a leggere i tomi, Kelly e Earin devono fare nuovamente le stesse prove di ieri per vedere se riescono nel loro intento.
Destrezza 23
Indagare 15
 

Entallion

Lettore
Brutto momento per il sottoscritto dal punto di vista lavorativo. Brutto nel senso che sono in giro per il globo per chiudere contratti ed ho poco tempo per stare online (e a dirla tutta, a fine giornata sono talmente cotto che l'ultima cosa che farei è mettermi al pc).
Vi chiedo scusa per queste tempistiche così dilatate. Teoricamente la settimana prossima sarà l'ultima all'estero, dato che con l'america del sud finisco il giro dei clienti.
Non mandatemi al diavolo, anche se ne avete tutte le ragioni.
 

Statistiche forum

Discussioni
1,597
Messaggi
32,547
Utenti registrati
4,599
Ultimo utente registrato
Esmeralda

Utenti online

Nessun utente è online al momento.

Statistiche forum

Discussioni
1,597
Messaggi
32,547
Utenti registrati
4,599
Ultimo utente registrato
Esmeralda
Top